Ecco a voi l’analisi della poesia “il posto più bello per me” proposta di lavoro di produzione e manipolazione del testo.
Il posto più bello per me
è la mia morbida isola che non c’è
il divano è “un’ isola che non c’è”
proprio per sottolineare che tutto è frutto
dell’immaginazione,
in realtà quell’isola non esiste.
nella quale sprofondo con i cuscini,
oltre tutti i miei confini.
Ci sprofondo con le mie stanchezze,
con le solite incertezze,
con i miei pensieri,
ma solo quelli più veri!
I cuscini sono una cosa concreta, reale,
ma sprofondano sul divano altre cose astratte
come le stanchezze, le incertezze e i pensieri.
L’ espressione “oltre i miei confini”
rappresenta invece
la capacità di scoprire,
in quel luogo,
una parte di me stessa
che in altri posti
rimane sconosciuta
E il pavimento è un mare in tempesta
che non mi tocca,
non mi bagna, non si calpesta.
Il pavimento, in questa poesia, diventa “il mare”…
Il mare in tempesta rappresenta
le difficoltà della vita
che in quel luogo non riescono
né a “toccarmi”
né a spaventarmi.
Quel luogo infatti, mi fa sentire protetta.
Sulla mia isola c’è un libro: cibo per la fantasia;
c’è un po’ di solitudine a farmi compagnia;
c’è il respiro del mio cane che è vera magia.
Sulla mia isola, che diventa “il mio mondo”
porto tre cose speciali:
i libri che sono la mia passione,
me stessa e il mio cane a cui voglio tanto bene.
Per favore, lasciatemi quassù…
su questo vecchio divano blu.
Questi versi esprimono la volontà
di rimanere “staccata” dalla vita reale,
dalle sue problematiche
e da tutte le preoccupazioni.
Solo se la nonna mi accarezza con la mano,
abbandono l’isola,
scendo dal divano
e trovo un posto migliore:
un abbraccio morbido,
un pezzo di cuore.
Quel “SOLO SE” cambia però
tutta la prospettiva.
La nonna è infatti quell’ “elemento”
che mi rende felice di tornare alla realtà,
fatta anche di amore, di affetto
e di quel suo prezioso
e indimenticabile abbraccio.